Dal 27 Dicembre 2010 a Pavia in Viale Sicilia in un appartamento dell' alloggio popolare denominato Aler vengono denunciati degli strani casi di oggetti che prendono fuoco.
A richiamare l'attenzione è stata la proprietaria spiegando che il primo indumento a prendere fuoco è stato un pile quindi nei giorni a seguire dei maglioni, delle giacche, calzini, accappatoi, cappelli, l’elenco telefonico...
Visto il ripetersi dei fenomeni sono stati chiamati i pompieri i quali dopo lunghe attese sono stati testimoni di un maglione che ha preso a bruciare da dentro ad un armadio.
A seguire in un’altra stanza, in un altro armadio,
un'ennesimo incendio.
Dopo di questo è toccato ad un rotolo di scottex posizionato in cucina.
La famiglia si è organizzata con dei turni notturni per scongiurare che qualcuno venisse ustionato durante il sonno.
Gli esperti del Nucleo Nbcr (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) che sono stati chiamati in causa hanno fatto i loro prelievi nella speranza che le analisi diano qualche spiegazione.
Al proposito qualcun ha parlato di effetti delle onde
elettromagnetiche (ma i rilievi dell'Arpa non hanno evidenziato anomalie) altri di malocchio.
E' intervenuto anche il CICAP che con Luigi Garlaschelli a Pavia è di casa, il suo team ha trascorso due ore nell'abitazione raccogliendo dei campioni degli oggetti bruciati per poi poterli analizzare.
Il CICAP aveva anche concordato con i proprietari di installare delle telecamere che avrebbero monitorato l'intera abitazione così da cogliere l'attimo in cui le combustioni si fossero sprigionate ma.... a sorpresa una volta ritornati in via Sicilia si sono visti negare il permesso dai proprietari stessi a detta dei quali "i fenomeni sono cessati, non c'è più nulla da
temere ed inoltre il clamore suscitato dalla vicenda è eccessivo".
«Senza una
serie approfondita di esami non è possibile dire cosa sia successo» ha concluso Garlaschelli, mentre i vigili
del fuoco proseguono gli accertamenti e si attendono i risultati delle analisi.