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BOLSENA (VT)

Un miracolo avvenuto a Bolsena nel 1263?


Da un'epigrafe in marmo rosso, incisa dallo scultore Ippolito Scalza, si evince che nel 1263, nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena, accadde un fatto inspiegabile e apparentemente miracoloso. Un sacerdote boemo, di nome Pietro, sembra che stesse vivendo un periodo di grave crisi spirituale. In particolare sembra che non riuscisse proprio a credere nel fatto che l'ostia e il vino potessero diventare, durante la comunione, rispettivamente il corpo ed il sangue di Gesù. Così pregava Dio che gli mandasse un segno inequivocabile, capace di riconsolidare la sua fede incrinata. La storia riportata sull'epigrafe narra che Pietro avesse grande ammirazione per Santa Cristina, la cui fede non aveva vacillato nemmeno di fronte al martirio. Così, mentre il sacerdote stava recandosi a Roma, giunto in quel di Bolsena, decise di fermarsi per visitare la tomba della santa e quindi volle celebrare la messa nella chiesa di Santa Cristina.

Al momento della comunione, mentre teneva l'ostia nelle mani sopra al calice, improvvisamente questa divenne vera carne sanguinante. Il religioso rimase esterrefatto da ciò che stava vedendo e tentò invano di nascondere il prodigio ai presenti. La carne, infatti, continuò a sanguinare abbondantemente bagnando in maniera vistosa il corporale del prelato che smise quindi di celebrare la messa e ripose la reliquia del prodigio nel sacrario della chiesa. La notizia non tardò a diffondersi. Il Papa Urbano IV, che momentaneamente risiedeva in quel di Orvieto, venuto a conoscenza del miracoloso evento, ordinò subito ad un vescovo di recarsi a Bolsena per prelevare la reliquia e tradurla ad Orvieto. A partire dal 1264, il prodigio viene ricordato puntualmente ogni anno.

Questa è la sintesi della storia che lo scultore Ippolito Scalza incise nel 1574, riprendendola da un'antica pergamena esposta oggi davanti all'altare del miracolo. Purtroppo questo documento è in pessimo stato a causa dell'umidità che nei secoli lo ha reso fatiscente. Secondo gli studiosi questa pergamena potrebbe risalire al 1362 e potrebbe essere opera di tale Ser Cecco di Pietro. Ma l'autenticità dell'evento è testimoniata anche da una sacra rappresentazione che veniva fatta in Orvieto già verso la prima metà del XIV secolo, e anche da numerose opere artistiche. Basti pensare, ad esempio, agli affreschi di Ugolino d'Ilario, nella cappella del Corporale, realizzata intorno al 1360.

E ci sono anche due narrazioni ecclesiastiche che citano l'evento: il Cathalogus di Pietro de' Natali (1369-1372) e la bolla Quamvis Cum del 1377. Come se non bastasse esiste anche un documento scritto che parla del miracolo, ed è quello che accompagna le reliquie custodite ad Orvieto, databile proprio intorno alla seconda metà del XIII secolo. Ancora oggi desta grande suggestione trovarsi di fronte all'altare sul quale avvenne il prodigio e alle pietre dei gradini che rimasero macchiate di sangue al momento della consacrazione della comunione fatta in quel lontano 1263.

Queste pietre sono venerate da numerosissimi fedeli che ogni anno vengono a visitarle. Mentre le si guarda non si può fare a meno di immaginare la scena: il sacerdote, immerso in se stesso, lentamente alza l'ostia, come aveva fatto chissà quante centinaia di altre volte. Ma nel momento in cui dice "il corpo di Cristo", stavolta succede qualcosa di incredibile: l'ostia diventa carne, e sangue comincia a cadere sull'altare, sul corporale e sul pavimento della chiesa, macchiandoli. Il religioso non crede a quello che vede e con le mani tremanti prova a nascondere ciò che sta accadendo. Tuttavia il vocio concitato della gente presente alla cerimonia manifesta l'inutilità del tentativo del sacerdote. Molte persone hanno visto, e chi ancora non si era accorto ora vede.

La gente, sbigottita, dapprima appare intimorita. "Cosa sta succedendo?" dice qualcuno con voce tremolante. I presenti cominciano a guardarsi negli occhi, increduli, e poi quelli che erano solamente decine di lievi sussurri incerti diventano infine un'unica grande voce che grida "E' UN MIRACOLOOO!" Qualcuno comincia a pregare, molti altri non resistono alla tentazione di catapultarsi per strada o di andare nelle case del paese per raccontare l'accaduto. In breve la chiesa viene presa d'assalto da una folla in processione. L'intero paese si raccoglie a pregare intorno alla chiesa di Santa Cristina. E' questo che si dice sia accaduto nella città di Bolsena nel 1263.


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